Foto d'archivio di Paolo Ugo) 
Il più grande picchio europeo avvistato alle Cave di Gaggio
Se domandate a un Ornitologo di farvi un elenco di specie di uccelli italiani che difficilmente potranno comparire nella pianura veneziana, probabilmente vi nominerà anche il picchio nero. Invece proprio quest'ultimo, il più grande picchio europeo (della taglia di una cornacchia), specie legata alle foreste mature di montagna e collina, ha fatto la sua comparsa alle Cave di Gaggio nord, zona umida sita nel comune di Marcon. Un esemplare di Dryocopus martius (nome scientifico di tale uccello) è stato osservato in data 24 gennaio 2008 presso la grande siepe lungo la "Cava Angioletti" e nella limitrofa "Oasi LIPU Cave di Gaggio". Secondo il dott. Michele Pegorer, Naturalista ed Ornitologo autore dell'osservazione, potrebbe trattarsi di un giovane, in quanto proprio i soggetti non adulti possono talvolta intraprendere erratismi autunnali ed invernali dai monti verso i boschetti della pianura veneta; trattasi comunque di una delle pochissime segnalazioni documentate per la provincia di Venezia. Il picchio nero è specie di interesse comunitario (inserita nell'allegato I della Direttiva comunitaria "Uccelli" 79/409/CEE), considerata "particolarmente protetta" dalla L. 157/1992, presente in Veneto con meno di 300 coppie. Questa osservazione appare interessante anche perché evidenzia l'importanza ambientale che assumono le Cave di Gaggio Nord - già sito protetto dall'Unione Europea (area S.I.C. e Z.P.S.) - nell'entroterra veneziano, fortemente antropizzato e coltivato con pratiche intensive. La presenza nell'area di siepi e alberature, dotate di alberi grandi e vetusti, sicuramente ha permesso la sosta di questo picide, il quale necessita di alberi ben sviluppati su cui scovare insetti xilofagi (parassiti delle piante che si nutrono delle parti legnose) per nutrirsi; nel territorio che circonda tale area protetta simili formazioni arboree sono sempre più rare, da qui "l'effetto oasi" delle Cave di Gaggio Nord nell'attirare la fauna. Proprio in considerazione dell'importanza faunistica che riveste questa zona umida, la sezione LIPU di Venezia si adopera per la salvaguardia di siepi e alberature che la caratterizzano, da qualche tempo minacciate da tagli sconsiderati lungo i margini del sito. Attualmente tale associazione è inoltre in accordi con il Comune di Marcon per inserire nell'Oasi LIPU anche le altre superfici di ex cava rinaturalizzata ad essa limitrofe, in cui ricadono i citati filari arborei; tale intervento risulterà di fondamentale importanza per la conservazione degli animali presenti, inclusi i rari "pendolari dalla montagna", come il picchio nero.
Clicca qui per visionare l'articolo apparso sulla Nuova Venezia del 30 gennaio 2008.
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