IBA - Important Bird Areas Provincia di Venezia

L'Oasi di Gaggio si amplia e si rinnova...

È il momento per una bella notizia, bella soprattutto in questi anni in cui fauna, flora e ambiente in generale certo non se la passano benissimo in Veneto e più in generale in Italia.

Dopo anni di tentativi, scontri diretti, tavoli di trattativa, dopo centinaia di pagine di documenti tecnici, segnalazioni, ecc., finalmente la Sezione LIPU di Venezia è riuscita - in concomitanza del rinnovo della precedente convenzione - ad allargare l'Oasi LIPU Cave di Gaggio Nord, passando da un'estensione di poco più di 10 ettari a oltre 36 ettari, buona parte dei quali ricadenti entro il SIC/ZPS "CAVE DI GAGGIO". Finalmente il Comune di Marcon ha accettato di concedere la gestione di una ulteriore porzione della zona umida derivata da attività di estrazioni di argilla; durante questo mese (gennaio 2009) l'iter di rinnovo della convenzione e relativo ampliamento dell'area protetta è stato ufficializzato.

Ecco la cartina dell'Oasi allargata:

Con tale intervento, ultimo in ordine cronologico di tanti altri realizzati dalla Sezione e volti alla conservazione della biodiversità in questo interessante biotopo, è finalmente messo al sicuro, ed indirizzato ad un tipo di gestione realmente naturalistica, un nucleo di cave senili - precedentemente esterno ma confinante con la "vecchia" oasi - di particolare interesse conservazionistico; tale zona umida infatti ospita le formazioni di Utricularia australis (Habitat 3150 "Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocarition") più estese e meglio conservate del Veneto orientale, senza contare le altre specie floristiche e faunistiche rare, dalla testuggine palustre europea - qui presente con una popolazione ancora attiva, come testimoniano i frequenti ritrovamenti di esemplari neonati - al marangone minore. Con tale ampliamento si mette inoltre finalmente "in sicurezza" l'area denominata "Cava Angioletti", molto importante in quanto sede del citato habitat 3150 e sito di nidificazione dell'airone rosso, da sempre suscettibile a minacce in quanto zona esterna al sito Natura 2000. L'acquisizione di tale area permette inoltre di proteggere efficacemente alcune siepi campestri molto belle e sviluppate - tra le più vecchie e storicamente conosciute nell'area vasta - ma precedentemente soggette a tagli sconsiderati volti a ricavare legna da ardere. Con la protezione di tali elementi storico-floristico-paesaggistici si salvaguarderanno inoltre gli habitat potenziali di specie molto interessanti, quali rana di Lataste e moscardino, di cui è nota la presenza nel biotopo.

La "nuova" oasi così delineata, non appena reperiti i necessari fondi, sarà destinata a interventi volti alla conservazione e miglioramento della biodiversità, tra cui gestione mirate del canneto, conservazione dei prati umidi residui, creazione di nuovi prati stabili; il tutto corroborato da adeguati monitoraggi destinati a specie e comunità bioindicatrici, specie/habitat di interesse comunitario, specie alloctone problematiche, ecc..
Inoltre saranno nel tempo sviluppate le idonee strutture atte a consentire una fruizione sostenibile dell'area, mirata principalmente a favorire il birdwatching, la didattica delle Scienze Naturali, la fotografia naturalistica, l'ecoturismo (già oggi è possibile trovare capanni da cui poter osservare - e far foto - a tarabusi, aironi guardabuoi, sgarze ciuffetto, alzavole, ecc., a pochi metri di distanza... lungo i sentieri ci sono inoltre pannelli illustrativi e didattici e guide per i visitatori).

Una piccola vittoria ma importante a livello locale, che evidenzia anche come un gruppo di volontari, che unisce semplici ma decisi appassionati dell'ambiente a Naturalisti liberi professionisti, a ornitologi, birdwatchers, artisti, fotografi naturalisti, può fare molto, soprattutto quanto l'approccio è di tipo tecnico e a forte rigore scientifico, in pieno accordo inoltre con quanto concerne Rete Natura 2000 e la conservazione delle specie/habitat di interesse comunitario. Un piccolo ma grande trionfo, che ci auguriamo serva anche da esempio a gruppi di volontari - legati o meno ad associazioni ambientaliste riconosciute, già esistenti oppure di auspicabile formazione - il cui contributo può sul serio fare la differenza in molte zone - e per molti biotopi - in tutta Italia.

 

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