IBA - Important Bird Areas Provincia di Venezia

Qualche informazione sul problema
La chitridiomicosi è una patologia fungina che colpisce gli anfibi e può provocare estinzioni locali. Può essere diffusa spostando anfibi, pesci ed altri ogranismi acquatici da una zona umida all'altra, oltre che maneggiando gli stessi anfibi infetti e poi toccandone altri di sani, ma anche con stivali e retini usati in acque infette e poi riutilizzati senza sterilizzazioni in altri siti.

Cosa non fare
Sarebbe buona pratica, quindi, non effettuare spostamenti di anfibi, rettili acquatici, pesci e altri animali acquatici. Anche se l'intento può essere buono, come il voler salvare delle rane in stagni o fossi in prosciugamento portandoli altrove, la nostra buona azione potrebbe trasformarsi in qualcosa di veramente deleterio. Altro buon motivo per non effettuare spostamenti è quello di evitare danni ai tipi genetici locali.


Bisogna inoltre far presente che la legge vieta per tutti gli anfibi (quindi rane, rospi, salamandre e tritoni), la raccolta di uova e larve (girini). Per la maggior parte degli anfibi è vietata la detenzione, così come lo è per testuggini e bisce d'acqua, e non è ammessa la pesca senza licenza e la liberazione di pesci in ambiente senza alcun criterio, soprattutto se si tratta di specie alloctone (ossia non originarie del luogo in cui verrebbero immesse), che peraltro mai sarebbero da liberare in assenza di adeguati studi, soprattutto per quanto riguarda i siti Natura 2000.

Ci teniamo a ricordare che liberare troppo facilmente animali esotici sta causando ovunque dei veri e propri disastri per la biodiversità: i gamberi d'acqua dolce americani, ad esempio, sono in grado se introdotti di distruggere intere popolazioni di anfibi e piante acquatiche.

Michele, attivista LIPU

 

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